Il luttuoso distacco dall’infanzia

Prima dell’adolescenza l’autorità morale, chi decide cosa sia giusto o sbagliato, è sempre collocata nei genitori, visti dal figlio come onnipotenti.

Allontanandosi dalla propria infanzia, un adolescente passa attraverso fasi evolutive segnate, ad esempio, da una nuova considerazione della propria identità, che lo portano alla maturità psicologica, ad una svolta nel percepire l’autorità morale. Se per qualche ragione questa svolta non avvenisse, l’adolescente diventerebbe una persona fisicamente adulta ma resterebbe bloccato al livello di coscienza e di obiettivi morali di un bambino. Se muore un genitore o comunque “scompare” per una Depressione, un divorzio o un abbandono durante la fase adolescenziale del figlio, questo può perdere l’opportunità di integrare l’età adulta con il senso morale, interrompendo l’elaborazione del lutto rispetto al distacco dall’età infantile.

Se da un lato l’adolescente vuole tuffarsi a capofitto nel futuro, dall’altro si aggrappa disperatamente al passato: di qui nasce quello stato d’animo che è la nostalgia, una delle manifestazioni del lutto adolescenziale, inteso come abbandono e distacco dall’infanzia, insieme all’angoscia e agli stati depressivi.

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