La comunicazione mediata dal computer (CMC)

La Comunicazione Mediata dal Computer o CMC (Computer Mediated Communication, nella letteratura anglofona), è una branca di studi che si occupa di come le nuove tecnologie informatiche, in particolare i computer, abilitano particolari forme di comunicazione a distanza fra gli esseri umani.

worldSi parla di comunicazione mediata dal computer quando, usando un computer, è possibile avere uno scambio comunicativo a distanza, in modalità grafica o testuale, sincrona o asincrona, attraverso una rete telematica fatta da due o più computer (come la rete Internet). Perchè si abbia tale tipo di comunicazione sono necessari due computer (emittente e ricevente) con rispettive connessioni per l’accesso alla rete telematica (linea telefonica o dedicata, via cavo o wireless), e software di comunicazione specializzati.

Appare evidente come, contrariamente ad un passato (ad esempio quando dominava il modello fordista-taylorista), in cui agli operai era precluso il linguaggio, con i nuovi modelli di organizzazione produttiva si esorta a comunicare, a utilizzare il linguaggio come strumento di lavoro indispensabile per accrescere la produttività, per attivare scambi di sapere, per mettere in comune energie mentali e competenze altrimenti scarsamente utilizzate al di fuori della specifica mansione esecutiva. Il linguaggio come laboratorio di strategie produttive, come luogo in cui si lavora per ridefinire le procedure dell’innovazione e della valorizzazione del capitale, diventa così esso stesso lavoro. 

La comunicazione mediata dal computer (Computer Mediated Comunication, CMC), non è una cosa nuova sul piano delle applicazioni: la prima rete elettronica (computer network) di grandi dimensioni, ARPANET, fu sviluppata alla fine degli anni sessanta. Da allora la CMC è assai cresciuta, in quantità e qualità di sistemi progettati e installati. La CMC è stata distinta in sincrona e asincrona.

posta-elettronicaLa CMC asincrona studia quelle forme di comunicazione mediata dal computer caratterizzate dal linguaggio testuale, scritto, uno ad uno, uno a molti, di carattere privato, semiprivato, pubblico, in assenza di vincoli spaziali e temporali fra gli interlocutori. 

La CMC asincrona, come la posta elettronica (E-mail), i newsgroup, le mailing list, consente quindi ai partecipanti di superare non solo le barriere spaziali ma anche quelle temporali. Essa permette di comunicare con gli altri in momenti di propria scelta, lasciando un messaggio che l’altro leggerà quando vuoterà la propria casella elettronica. Tale tipo di comunicazione non necessita della contemporanea presenza, nella rete, delle persone che comunicano. Leggi tutto “La comunicazione mediata dal computer (CMC)”

Il telelavoro e il lavoro in rete: benefici ed effetti negativi

Le nuove tecnologie che in crescente diffusione nel mondo del lavoro hanno ovviamente un impatto sociale: le implicazioni di tali tecnologie della comunicazione investono non solo il mondo del lavoro e delle organizzazioni ma anche la vita quotidiana di ciascuno di noi, nel modo di comunicare, cooperare, relazionarsi agli altri.

stress-and-laptopGià Mc. Grath  nel 1990 si era chiesto se le nuove tecnologie alterano gli aspetti temporali del lavoro e della comunicazione dei gruppi ed era arrivato alla conclusione che gli effetti sono potenti e pervasivi e che le conseguenze sono sia positive che negative sul comportamento dei gruppi.

E’ indubbio che con la diffusione della telefonia mobile e dei servizi da essa forniti (accesso ad Internet, invio e ricezione messaggi SMS, E-mail, fax, ecc.), con l’aumento vertiginoso del numero di calcolatori connessi ad Internet, con la crescente adozione dei computer portatili, sono notevolmente migliorate, sia quantitativamente che qualitativamente, le possibilità di comunicare e scambiarsi informazioni in modo rapido, efficiente e relativamente economico. Ciò vuol dire che stanno aumentando le opportunità di migliorare le condizioni di lavoro per milioni di persone, di favorire le capacità delle organizzazioni di fornire risposte sempre più soddisfacenti alle richieste del mercato, di contribuire al miglioramento delle condizioni ambientali.

Ma l’introduzione di queste nuove tecnologie nel mondo del lavoro produce solo benefici alle aziende e ai lavoratori o esiste davvero il rischio di effetti negativi? Gli studi effettuati stanno aumentando notevolmente negli ultimi anni ma esistono ancora oggi pareri molto discordanti in proposito.

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In Italia, le nuove tecnologie sono ancora parzialmente utilizzate nel mondo del lavoro: ad esempio, i numeri del telelavoro sono ancora piccoli ed esso, contrariamente alle aspettative degli studiosi (convinti che avrebbe costituito, già nel breve periodo, una risposta ai problemi della disoccupazione), è diffuso ma non in modo così esteso.

Ma cosa si intende per telelavoro? Il telelavoro, che può essere sia autonomo che dipendente,  si può attuare secondo diverse forme (a domicilio,  mobile, con un ufficio o un centro di lavoro satellite, ecc.) ma, in un’unica definizione, si può affermare che si ha telelavoro quando l’attività è svolta a distanza dall’azienda (in modo stanziale o mobile), con il supporto del computer (collegato in rete o stand alone).

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