L’antropologia del lutto

Il culto dei morti è un elemento principale dal punto di vista folkloristico ed è per questo che è nata una branca dell’antropologia definita ‘’antropologia del lutto’’ che si occupa proprio della ricerca delle tradizioni legate al rito funebre e ad ogni manifestazione di cordoglio che costituiscono, con le dovute differenze, i riti attuali.

La lamentazione funebre

Uno tra i rituali più significativi è quello della lamentazione funebre le cui tracce si perdono nel tempo e risulta complicato rintracciarne l’origine ma è comunque possibile farsene un’idea ricercando nelle tradizioni lucane, in grado di conservarne il ricordo.
Il lamento funebre lucano ed in particolare la “lamentazione professionale” è una pratica caduta in disuso della quale rimane solo il vago racconto delle donne anziane che lo trasmettono in un’ottica di malcostume o vergogna, ritenendo spesso assurda l’idea che, anticamente, le donne venissero pagate per piangere.
Tuttavia non bisogna trascurare il contesto geografico della ricerca: i paesi più interni della Basilicata ove isolamento e arretramento fanno da padroni.
Proprio questo status vivendi ha permesso il mantenimento di questi ricordi, in parte trasformati dall’influenza cristiano-cattolica dando vita ad usanze in cui cattolicesimo e paganesimo coesistono.
La tradizione vede anche radici ataviche nella mimica del cordoglio, le lamentatrici egizie infatti oscillavano il proprio corpo a ritmo di musica agitando il fazzoletto utilizzato per asciugare le lacrime sul defunto che aveva come scopo la protezione del defunto nell’aldilà.
Un altro rituale tipico del tempo, che vede ancora una volta le donne protagoniste, riguarda l’’offerta della capigliatura’’, le lamentatrici infatti, in particolari occasioni, scioglievano i propri capelli facendoli scorrere sul corpo del defunto e si lasciavano a forti grida di dolore, spesso accompagnate da profondi graffi sul corpo ed il petto.
Raramente capitava che queste donne si avvicinassero alla vedova e che, per evidenziare la condivisione del dolore, le scippassero una ciocca di capelli per poi gettarla sul corpo del morto e continuare il rito.

L’abbandono della tradizione

Converremo tutti che queste tradizioni, la lamentazione e la gestualità conseguente, sembrerebbero nascondere un intento apotropaico di allontanamento della morte e non un vero e proprio dolore per la perdita.
Oggi queste tradizioni, fortunatamente, sono state abbandonate, nessuno infatti pagherebbe delle donne solo per conferire una maniacale sacralità al momento; le uniche spese che vengono affrontate avvengono in rapporto con lavoratori che agiscono nel completo rispetto della situazione, come la Cattolica di San Lorenzo, un’agenzia di pompe funebri a Roma.

Le ripercussioni del mobbing sulla salute

Uno dei fenomeni più fastidiosi che si possono trovare sul posto di lavoro è sicuramente il mobbing, che deriva dal termine “to mob” e consiste nell’andare a perseguire diverse azioni di esclusione di un membro portando a vessazioni da parti di colleghi che si vanno a coalizzare contro di lui.

Come identificare il mobbing

Il fenomeno del mobbing è identificato all’interno del Testo Unico sulla sicurezza del lavoro nella parte relativa al rischio stress che ogni datore di lavoro deve prendere in considerazione per i suoi dipendenti.

Non esiste una vera indicazione relativa al mobbing, ma ci si può rivolgere a ditte specializzate nella sicurezza sul lavoro come Us Group per comprendere al meglio un’eventuale situazione di mobbing.

Sul tema del mobbing sono stati fatti diversi studi, il primo è stato Heinz Leymann che ha teorizzato le fasi del mobbing dividendole in 4 parti:

  • Conflitto quotidiano: i problemi che si verificano ogni giorno e sono mascherati da un’apparente normalità.
  • Inizio del mobbing: la vittima è presa di mira e attaccata dal punto di vista psicologico, iniziano a venire meno le relazioni sociali e la comunicazione.
  • Abusi: la vittima inizia a subire continui richiami e un ridimensionamento delle proprie mansioni.
  • Esclusione: arriva la totale esclusione da ogni mansione lavorativa fino a che non si arriva alle dimissioni o licenziamento del soggetto.

Un’altra forma di mobbing è quella che viene definitabossing ed è quella che viene fatta dai superiori o dai dirigenti d’azienda allo scopo di portare il dipendente a dimettersi, visto che per un’azienda con i vincoli sindacali presenti licenziare un dipendente è molto complicato.

Conseguenze del mobbing

Tra le principali conseguenze che subisce il lavoratore che viene colpito da mobbing, troviamo sicuramente i problemi di salute che si vanno a creare a livello nervoso.

Tra i principali sintomi che vengono registrati ci sono:

  • Palpitazioni
  • Tremori
  • Sudorazione fredda
  • Problemi di gastrite e digestivi

Un altro problema è quello dal punto di vista lavorativo con il dipendente che si trova costretto a non lavorare e può arrivare a perdere il lavoro avendo quindi problemi a livello economico.

Il mobbing porta dei problemi anche all’azienda soprattutto dal punto di vista economico, essendo le prestazioni della persona mobbizzata inferiori rispetto allo standard portando quindi a una perdita in termini economici, dovendo pagare una risorsa che non esegue le proprie mansioni.

In un secondo momento può portare anche dei problemi anche dal punto di vista legale, essendo il mobbing, una forma di vessazione nei confronti del dipendente.