Categoria articoli di psicologia

Il luttuoso distacco dall’infanzia

Prima dell’adolescenza l’autorità morale, chi decide cosa sia giusto o sbagliato, è sempre collocata nei genitori, visti dal figlio come onnipotenti.

Allontanandosi dalla propria infanzia, un adolescente passa attraverso fasi evolutive segnate, ad esempio, da una nuova considerazione della propria identità, che lo portano alla maturità psicologica, ad una svolta nel percepire l’autorità morale. Se per qualche ragione questa svolta non avvenisse, l’adolescente diventerebbe una persona fisicamente adulta ma resterebbe bloccato al livello di coscienza e di obiettivi morali di un bambino. Se muore un genitore o comunque “scompare” per una Depressione, un divorzio o un abbandono durante la fase adolescenziale del figlio, questo può perdere l’opportunità di integrare l’età adulta con il senso morale, interrompendo l’elaborazione del lutto rispetto al distacco dall’età infantile.

Se da un lato l’adolescente vuole tuffarsi a capofitto nel futuro, dall’altro si aggrappa disperatamente al passato: di qui nasce quello stato d’animo che è la nostalgia, una delle manifestazioni del lutto adolescenziale, inteso come abbandono e distacco dall’infanzia, insieme all’angoscia e agli stati depressivi.

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Sexual addiction

maschile femminileLa definizione di sexual addiction risale al XIX secolo: fu Richard von Krafft Ebing a descriverla: l’identikit dei dipendenti si riferisce, in genere, a maschi adulti in maggioranza single (ma c’è un’ampia quota di sposati) di cultura medio bassa, equamente distribuiti sul territorio nazionale.

Spesso i sex addicted non sono socialmente riconoscibili come possono esserlo a volte i dipendenti da alcool o altre sostanze, magari non hanno ancora manifestato problemi evidenti di devianza o non hanno avuto problemi con la giustizia. I pazienti vanno dal sessuologo quando capiscono che la dipendenza non è più gestibile, che gli ha sconvolto la vita, compromettendo le relazioni personali e il lavoro, danneggiandoli economicamente.

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Esaurimento nervoso o Neurastenia

stress-e-burnoutL’esaurimento nervoso (chiamato anche “neurastenia”) è una condizione caratterizzata da:

– sensazioni di stanchezza e fatica fisica costanti;
– nervosismo;
– instabilità emotiva;
– intenso bisogno di sonno;
– e ridotta tolleranza allo stress (a cui segue una diminuzione dei contatti con le altre persone, che ha lo scopo di ridurre al massimo le fonti di stress).

Spesso questi sintomi compaiono nel contesto di un altro disturbo (mentale o fisico) ma altre volte costituiscono un disturbo a sé stante. A volte l’esaurimento compare ed entro pochi giorni sparisce, per poi ripresentarsi dopo qualche tempo. Altre volte, se non viene curato, accompagna l’individuo quasi costantemente nella sua vita. Si manifesta specialmente nelle donne, con una frequenza diversa nelle varie fasce di età.

In passato si pensava che questa condizione consistesse in un “esaurimento delle energie nervose” conseguente o al fatto di vivere troppo spesso in situazioni fisicamente e/o mentalmente impegnative, oppure a una capacità di recupero psicofisico insufficiente. Oggi questo tipo di spiegazione è stato abbandonato perché si sa che le energie nervose non si esauriscono mai.

Si continua però a ritenere che questa condizione possa essere ricondotta a una reazione di stress troppo frequente e/o prolungata. Alcune persone potrebbero avere una costituzione più fragile ed essere più esposte delle altre a questo tipo di disturbi. Anche l’abuso di certe sostanze come il tabacco, gli alcolici, il caffè e alcuni farmaci possono portare alla comparsa di quadri sintomatologici di questo tipo. A volte, infine, questi sintomi sono le prime avvisaglie di malattie somatiche come, per esempio, tumori, malattie del sangue, del fegato, delle ghiandole endocrine. (altro…)

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