Disturbo compulsivo

Una compulsione è un’azione che una persona si sente obbligata a compiere. Può trattarsi di azioni svolte fisicamente – come, per esempio, lavarsi le mani continuamente per scongiurare il “pericolo” di una contaminazione, controllare più e più volte di seguito che i fornelli siano spenti, mettere in un certo ordine alcuni oggetti per vincere un forte senso di disagio – o di azioni mentali – come, per esempio, contare le mattonelle di ogni stanza in cui si entra, ripetere mentalmente una preghiera ogni volta che vengono in mente scene di sesso.

Per la precisione (vedi Sanavio, 1991), una compulsione è un’azione intenzionale e ripetitiva che:

– la persona interessata mette in atto secondo certe regole o sempre allo stesso modo;
– vive come irrazionale o sproporzionata;
– esegue cedendo a un senso di costrizione a cui non riesce a opporsi. Lo scopo di tali azioni, infatti, è quello di prevenire sensazioni di ansia o di disagio e non quello di procurarsi piacere.

Quando le compulsioni – siano esse associate o meno a ossessioni – provocano sofferenza o interferiscono con la vita sociale, familiare, scolastica o lavorativa di una persona, si dice che questa persona soffre di disturbo ossessivo-compulsivo.

Nella maggioranza dei casi, le persone mettono in atto le loro compulsioni per ridurre il disagio che accompagna un’ossessione (circa due terzi delle persone che hanno disturbi ossessivi hanno anche compulsioni), oppure credendo che l’esecuzione della compulsione possa prevenire l’accadere di qualche evento o situazione temuti. Per esempio, un ragazza è ossessionata dalla paura di aver calpestato senza accorgersene, camminando per strada, una siringa contaminata con il virus dell’AIDS e non riesce a distrarsi da questo pensiero ossessivo finché non ripercorre tutte le strade percorse nella giornata per controllare se ci sono siringhe. Poi le viene il dubbio di non aver controllato bene e rifà nuovamente il tragitto finché non trova pace.

Gli adulti sono in genere consapevoli del fatto che i loro rituali sono assurdi mentre i bambini possono anche non esserlo.

Le azioni compulsive possono essere ordinate per categorie, perché tendono a presentare forti somiglianze nelle diverse persone che le svolgono. Secondo il DSM-IV, le compulsioni più comuni riguardano il lavarsi e pulire, il contare, il controllare, richiedere o pretendere rassicurazioni, ripetere azioni e mettere in ordine. Secondo March e Leonard (1966) le compulsioni più frequenti nei bambini riguardano il lavare, ripetere, controllare, toccare, contare, il mettere in ordine o disporre certi oggetti, l’accumulare e il pregare.

Bibliografia di riferimento

– American Psychiatric Association, DSM-IV. Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, Masson, Milano, 1996.
– March J.S. e Leonard H.L., Obsessive-compulsive disorder in children and adolescents: a review of the past 10 years, “Journal of the American academy of child and adolescent psychiatry, 35, 1265-1273.
– Sanavio E., Psicoterapia cognitiva e comportamentale, NIS, Roma, 1991.

Articolo del Dott. Gabriele Lo Iacono
di Psicologia-editoria.eu