Lettera del Registro Italiano dei Medici, un aggiornamento dei dati costoso!!!

Siete medici o psicologi e vi arriva a casa o in studio con Posta Target (sistema di posta massiva inviata per fini promozionali) una lettera intestata “Il Registro Italiano dei Medici” (con il logo verde accanto) in cui venite invitati a integrare il modulo presente con i vostri dati in vista di un aggiornamento gratuito della loro banca dati? La lettera può variare in modo minimo ma è molto simile a quella qui sotto.

Fac-simile Lettera Registro Italiano dei Medici

Allegato vi è un modulo con alcuni dei propri dati già prestampati ed altri da compilare… il modulo è come questo e varia leggermente a seconda delle categorie professionali.

Fac-simile Modulo dati Registro Italiano dei Medici

Anche se i dati sono corretti (e chissà da dove li hanno presi…) ignorate la comunicazione e non rispedite niente… e avvisate l’Albo/Ordine degli Psicologi o dei Medici di riferimento.

Non esiste nessun Registro Italiano dei Medici in Italia, ove esistono appunto gli appositi Albi Professionali. L’editore del Registro e del relativo sito web ha sede in Portogallo a Lisbona (Av. Joao Crisostomo 38) ma non ha alcun valore legale in Italia.
Inoltre, se leggete bene, nella lettera c’è scritto che è previsto l’aggiornamento gratuito degli attuali dati di base (nome, indirizzo completo, telefono e fax),e che attraverso il sito è possibile rettificare dati errati o incompleti dell’iscrizione allegata. Inoltre per pubblicare informazioni aggiuntive, si può utilizzare il modulo allegato per sottoporre loro l’ordine soggetto a costi.

Quanto costa tale aggiornamento? Nel modulo da riempire e da firmare c’è scritto – ovviamente molto piccolo, che l’inserzione sul sito web costa € 1057,00 iva esclusa!!!
Ovvio che dopo circa un mese dall’invio del modulo vi arriverebbe una bella fattura di oltre mille euro.
La cosa “simpatica” è che, tra le clausole (in piccolo) sul contratto firmato, c’è scritto che il contratto è di minimo di 3 anni (quindi oltre 3 mila euro sottratti con l’inganno!!!) e che è possibile disdire inviando una raccomandata entro 10 giorni dall’invio del modulo… peccato che spesso ci si accorge di quello che si è firmato davvero solo quando arriva a casa la fattura ed ormai troppo tardi!!!
Grazie alla brutta esperienza di un conoscente, scopro questa vicenda e l’esistenza di questa lettera “poco chiara” che circola ormai dal 2005 non solo tra medici e psicologi ma anche tra avvocati, notai, ecc.
Nonostante le varie diffide ricevute e la denuncia alla Procura della Repubblica e alla Polizia Postale da parte dei Medici fino ad ora nessuno è riuscito a fermarli nè loro sembrano intenzionati a interrompere gli invii visto che, rispetto al passato, e almeno per quanto riguarda i medici, il sito web corrispondente esiste… dove? alla pagina e contiene i dati sia di chi è caduto nella trappola, sia di chi non vi è caduto ma ha ricevuto la lettera, sia di chi la lettera non l’ha mai ricevuta!
Anzi, il sito è ben strutturato, con la pagina delle notizie per i professionisti e per gli utenti, la pagina dei prossimi convegni, i libri, la newsletter e la pagina di ricerca dei professionisti divisa per settore.
Guardando il sito l’impressione è che tali “lettere” (molto redditizie) siano destinate tutt’altro che a finire…

Notizia recentissima ma molto importante si può leggere sul sito AGCM Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato alla voce PB586 – REGISTRO ITALIANO DEI MEDICI. Provvedimento n. 22510. Sul Bollettino 24/2011 del 04/07/2011 scaricabile dal sito.

Nel provvedimento (circa 11 pagine) potete leggere tutta la vicenda… ve lo consiglio, ci sono dei dati davvero interessanti, sia sul numero di contratti conclusi a titolo oneroso sia sulle argomentazioni difensive della Parte che si definisce in buona fede poichè lettera e modulo allegato consentono l’immediata riconoscibilità dei due servizi offerti, quello a pagamento e quello gratuito, anche considerato il particolare target di destinatari, composto da professionisti laureati e specializzati (no comment!).
La buona notizia è che l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), come risultanza del procedimento ossia, ha ritenuto il messaggio ingannevole e irrorato alla Società una sanzione amministrativa pecuniaria nella misura di € 100.000 (centomila euro)!!

E adesso che succederà? Una storia a lieto fine? Speriamo… teneteci aggiornati!!!

(Articolo della dott.ssa Daniela Rigli, psicologa)

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