Noi e gli animali

Noi e gli animali

Nella società moderna, la passione per gli animali è un fenomeno in estrema diffusione. Sin da bambini siamo portati a provare curiosità verso il mondo degli animali, incuriositi dal loro aspetto insolito, diverso. Gli stessi cartoni animati, gli stessi peluche che ci accompagnano nell’infanzia ci presentano figure che rimandano al mondo animale, portando i bambini ad affezionarsi a personaggi dall’aspetto animalesco. Dal Re leone al Libro della giungla, da  Robin Hood a Bianca e Bernie fino a Gli Aristogatti e tanti altri, questi film hanno accompagnato nella crescita intere generazioni di bambini in compagnia degli animali più famosi di sempre.

Al pari dell’uomo

Al giorno d’oggi, il crescente interesse verso la salvaguardia degli animali è evidenziata dalla nascita continua di organizzazioni (per la maggior parte no profit) che hanno come scopo ultimo la protezione di questi esseri viventi, come ad esempio la LAV (lega anti-vivisezione), una ONLUS animalista italiana, che dal 1977 “persegue finalità di tutela degli interessi lesi da reati contro gli animali”. Anche i principali social network sono costellati di gruppi creati da persone comuni nei quali si cerca di dar vita ad una fitta rete di comunicazione che assicuri il ritrovamento di animali smarriti, con l’obiettivo di ricondurli alle loro vecchie case, o ancora di trovarne di nuove a soggetti abbandonati. Cresce sempre più il numero di associazioni finalizzate al recupero di animali selvatici feriti o di quelli sequestrati da circhi, laboratori di ricerca o allevamenti intensivi. Insomma, un mondo che si mobilita per regalare a questi esseri viventi una vita degna di essere vissuta, nel rispetto della loro natura.

La pet therapy

Tutto ciò è giustificato da quello che gli animali ci donano: un amore smisurato che non chiede nulla in cambio, ma che regala solo sorrisi. Sulla base di questo semplice aspetto, nasce ufficiosamente il 22 luglio 2016 la così detta pet therapy, con la pubblicazione del Piano Nazionale Integrato 2015-2018 sugli interventi assistiti con gli animali. Con il termine sovra citato si intende una co-terapia sussidiaria affiancata alle normali cure e trattamenti tradizionali, che prevede l’affiancamento di animali a pazienti di ogni età, potenzialmente affetti da ogni tipo di patologia. Ma la nascita vera di questo approccio scaturisce da un incontro fortuito nel 1953 tra un bambino affetto da autismo ed il cane da compagnia del suo medico, il dottor Boris Levinson, neuropsichiatra infantile, autore del libro The dog as co-therapist, prima prova scritta dell’efficacia del rimedio in questione. Diverse osservazioni succedute a questa iniziale proposta, sostengono la teoria che la vicinanza di un animale influisce sull’umore dei pazienti ospedalieri e psichiatrici, predisponendoli ad una partecipazione attiva alle cure, anche e soprattutto da parte di soggetti che precedentemente non dimostravano collaborazioni spontanee. Grandi risultati si hanno anche tra i pazienti oncologici nel quale si osserva un miglioramento delle condizioni psicofisiche ed una mitigazione della degenza ospedaliera, cose che possono contribuire di gran lunga alla guarigione dei malati, senza dover necessariamente rivolgersi ad imprese funebri come Cattolica San Lorenzo, affidando nelle loro mani la sepoltura dei propri cari.

In sostanza, l’amore donato da un animale non conosce confini: può tirarti su di morale dopo una giornata stancante, ma è anche in grado, come abbiamo appena visto, di donarti la vita.

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