Consultori di Roma V.Benedetto Croce, 50

Il  consultorio del Municipio XI  V.Benedetto Croce, 50  è struttura che fornisce diverse tipologie di servizi, tra cui uno o più fra: mediazione familiare, assistenza psicologica per i genitori, corsi di preparazione al parto. Nei consultori gli utenti possono rapportarsi a figure professionali specializzate: a seconda delle strutture si possono trovare psicologi, assistenti sociali, ostetriche, personale di supporto ed ascolto. Recapito Telefonico: 0669611670-0669611671-0669611672

Recapito:

Asl:  ASL0

Municipio: Municipio XI

Indirizzo: V.Benedetto Croce, 50

Cap: 00142

Comune: Roma

Telefono: 0669611670-0669611671-0669611672

Fax:

Note: Ogni martedì dalle ore 14 alle ore 17 presso la sede del Municipio XI

 

Le ripercussioni del mobbing sulla salute

Uno dei fenomeni più fastidiosi che si possono trovare sul posto di lavoro è sicuramente il mobbing, che deriva dal termine “to mob” e consiste nell’andare a perseguire diverse azioni di esclusione di un membro portando a vessazioni da parti di colleghi che si vanno a coalizzare contro di lui.

Come identificare il mobbing

Il fenomeno del mobbing è identificato all’interno del Testo Unico sulla sicurezza del lavoro nella parte relativa al rischio stress che ogni datore di lavoro deve prendere in considerazione per i suoi dipendenti.

Non esiste una vera indicazione relativa al mobbing, ma ci si può rivolgere a ditte specializzate nella sicurezza sul lavoro come Us Group per comprendere al meglio un’eventuale situazione di mobbing.

Sul tema del mobbing sono stati fatti diversi studi, il primo è stato Heinz Leymann che ha teorizzato le fasi del mobbing dividendole in 4 parti:

  • Conflitto quotidiano: i problemi che si verificano ogni giorno e sono mascherati da un’apparente normalità.
  • Inizio del mobbing: la vittima è presa di mira e attaccata dal punto di vista psicologico, iniziano a venire meno le relazioni sociali e la comunicazione.
  • Abusi: la vittima inizia a subire continui richiami e un ridimensionamento delle proprie mansioni.
  • Esclusione: arriva la totale esclusione da ogni mansione lavorativa fino a che non si arriva alle dimissioni o licenziamento del soggetto.

Un’altra forma di mobbing è quella che viene definitabossing ed è quella che viene fatta dai superiori o dai dirigenti d’azienda allo scopo di portare il dipendente a dimettersi, visto che per un’azienda con i vincoli sindacali presenti licenziare un dipendente è molto complicato.[amazon_link asins=’B0167230F6,888429035X,B008FY2QQY,8809743091′ template=’ProductCarousel’ store=’psicologiabenessere-21′ marketplace=’IT’ link_id=’9b175ae1-d105-11e7-a303-357318d8026b’]

Conseguenze del mobbing

Tra le principali conseguenze che subisce il lavoratore che viene colpito da mobbing, troviamo sicuramente i problemi di salute che si vanno a creare a livello nervoso.

Tra i principali sintomi che vengono registrati ci sono:

  • Palpitazioni
  • Tremori
  • Sudorazione fredda
  • Problemi di gastrite e digestivi

Un altro problema è quello dal punto di vista lavorativo con il dipendente che si trova costretto a non lavorare e può arrivare a perdere il lavoro avendo quindi problemi a livello economico.

Il mobbing porta dei problemi anche all’azienda soprattutto dal punto di vista economico, essendo le prestazioni della persona mobbizzata inferiori rispetto allo standard portando quindi a una perdita in termini economici, dovendo pagare una risorsa che non esegue le proprie mansioni.

In un secondo momento può portare anche dei problemi anche dal punto di vista legale, essendo il mobbing, una forma di vessazione nei confronti del dipendente.

Disturbi Sessuali e Disturbi dell’Identità di Genere

personeQuesta sezione comprende le Disfunzioni Sessuali, le Parafilie, e i Disturbi dell’Identità di Genere. Le Disfunzioni Sessuali sono caratterizzate da un’anomalia del desiderio sessuale e delle modificazioni psicofisiologiche che caratterizzano il ciclo di risposta sessuale, e causano notevole disagio e difficoltà interpersonali. Le Disfunzioni Sessuali comprendono i Disturbi del Desiderio Sessuale (Disturbo da Desiderio Sessuale Ipoattivo, Disturbo da Avversione Sessuale), i Disturbi dell’Eccitazione Sessuale (Disturbo dell’Eccitazione Sessuale Femminile, Disturbo Maschile dell’Erezione), Disturbi dell’Orgasmo (Disturbo dell’Orgasmo Femminile, Disturbo dell’Orgasmo Maschile, Eiaculazione Precoce), Disturbi da Dolore Sessuale (Dispareunia, Vaginismo), Disfunzione Sessuale Dovuta ad una Condizione Medica Generale, Disfunzione Sessuale Indotta da Sostanze, e Disfunzione Sessuale Non Altrimenti Specificata.

Le Parafilie sono caratterizzate da ricorrenti e intensi impulsi, fantasie, o comportamenti sessuali che implicano oggetti, attività o situazioni inusuali e causano disagio clinicamente significativo o compromissione dell’area sociale, lavorativa, o di altre aree importanti del funzionamento. Le Parafilie includono l’Esibizionismo, il Feticismo, il Frotteurismo, la Pedofilia, il Masochismo Sessuale, il Sadismo Sessuale, il Feticismo di Travestimento, il Voyeurismo, e la Parafilia non Altrimenti Specificata. [amazon_link asins=’8876404546,8879468111,B075X5Z3FG’ template=’ProductCarousel’ store=’psicologiabenessere-21′ marketplace=’IT’ link_id=’a68b2b63-c895-11e7-af39-23b2506aec40′]

I Disturbi dell’Identità di Genere sono caratterizzati da intensa e persistente identificazione col sesso opposto, associata a persistente malessere riguardante la propria assegnazione sessuale. L’identità di genere si riferisce alla percezione che l’individuo ha di sé come maschio o femmina. Il termine disforia di genere denota intensi e persistenti sentimenti di disagio per il proprio sesso, il desiderio di possedere il corpo dell’altro sesso ed il desiderio di essere considerato dagli altri come un membro dell’altro sesso.

I termini identità di genere e disforia di genere dovrebbero essere distinti dal termine orientamento sessuale, che si riferisce all’attrazione erotica verso i maschi, le femmine od entrambi.

Il Disturbo Sessuale Non Altrimenti Specificato viene incluso per codificare i disturbi del funzionamento sessuale che non sono classificabili in alcuna categoria specifica. È importante sottolineare che i concetti di devianza, di standard della prestazione sessuale, e di adeguato ruolo sessuale possono variare da cultura a cultura.

Shopping compulsivo

Lo shopping compulsivo si può definire un disturbo ossessivo-compulsivo che indica il desiderio compulsivo di fare acquisti. Denominato anche sindrome da acquisto compulsivo, shopping-dipendenza o “shopaholism”, è noto anche con il termine oniomania (dal greco onios = in vendita, mania = follia) coniato dallo psichiatra tedesco Emil Kraepelin che identificò, per la prima volta, i sintomi associati all’oniomania nel corso del tardo diciannovesimo secolo.

I soggetti che presentano questo disturbo sono soprattutto donne di giovane età che, se inizialmente comprano per il piacere che si ricava da un nuovo acquisto, in seguito riportano uno stato di tensione crescente, ed il desiderio di comprare diventa un impulso irrefrenabile. In seguito all’acquisto compulsivo di oggetti d’ogni tipo, che il più delle volte vengono messi da parte o regalati oppure buttati via, si riscontrano molto spesso sentimenti di colpa e vergogna.

Shopping compulsivo

Lo shopping compulsivo presenta molte caratteristiche simili alla dipendenza da sostanze: la tolleranza porta i soggetti ad incrementare progressivamente tempo e denaro speso negli acquisti, così come i tossicodipendenti devono aumentare la dose di assunzione della sostanza per ottenere gli effetti desiderati. Il craving, l’incapacità di controllare l’impulso a mettere in atto il comportamento, è presente in entrambe le patologie, in particolare nella dipendenza dagli acquisti esso assume le caratteristiche della compulsione, come alleviazione di un sentimento spiacevole. L’astinenza produce un grande malessere nello shopper compulsivo che, per qualche motivo, si trovi impossibilitato a fare acquisti.

Lo shopping compulsivo è un fenomeno molto complesso che non si riflette solo a livello comportamentale nella ricerca dell’oggetto, esso ha un impatto devastante nel complessivo quadro esistenziale del soggetto. Lo shopping compulsivo è un disturbo che porta alla necessità di fare acquisti, una necessità alla quale il soggetto è incapace di sottrarsi. Questo comportamento ripetitivo ed incontrollabile assorbe completamente l’individuo, e provoca nella sua vita gravi conseguenze a livello finanziario, relazionale e familiare.

A livello psicologico la dipendenza si traduce nel totale assorbimento del soggetto, che finisce per trascurare la propria vita sociale, il lavoro, la famiglia ed i propri interessi. Nonostante la consapevolezza che il proprio comportamento condurrà inevitabilmente a conseguenze negative, il soggetto non può fare a meno di ricercare l’oggetto della dipendenza, sia essa una sostanza o un’azione, come quella di fare acquisti.

 Un criterio che si potrebbe adottare per distinguere lo shopping compulsivo dallo shopping innocuo è quello legato alla distinzione tra compulsione e compensazione.

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Nella compulsione:

– E’ tipico dello spendere compulsivo sapere cosa si sta facendo e tuttavia essere incapaci di smettere;

– Facendo acquisti cerchiamo di alleviare una sensazione di ansia;

– Si tende a negare il problema coltivando l’illusione di avere sotto controllo la situazione;

– Quando compriamo regali cerchiamo di comprare amore e potere.

Nella compensazione:

– Comprando ci coccoliamo, ci regaliamo un piccolo diversivo che ci rialza il morale;

– Ci sentiamo a terra, la vita ci appare in un certo periodo vuota: allora la riempiamo di cose, di oggetti materiali;

– In un momento in cui si verifica la separazione o la rottura di un legame con qualcuno che ci era caro, il prodotto acquistato può avere il valore simbolico di rimpiazzare l’oggetto di amore perso.

Articolo pubblicato dalla Dr.ssa Sara Breschi,

Psicologa e Psicoterapeuta