Il mancinismo: Sinonimo di handicap o di genialità ?

maniIl mancinismo, cioè la tendenza ad utilizzare, in parte o del tutto, il lato sinistro del corpo per compiere movimenti e gesti automatici e volontari, è stato, negli ultimi decenni, oggetto di numerosi studi scientifici. A seguito di tali ricerche è seguita la rivalutazione del mancinismo come caratteristica personale, innata o acquisita, che va studiata per capirne le sue correlazioni con il sistema nervoso oltre che le diverse modalità e i diversi gradi con cui il mancinismo si manifesta.

Mancino deriva dal latino mancus, che è composto da due parole:

– manus, che significa mano

– suffisso cus, termine con il quale si indicava il portatore di difetti fisici (mutilati, storpi)

Il termine mancino quindi, in origine, era sinonimo di diversità e quindi di handicap. Di conseguenza i mancini non solo venivano discriminati come individui “difettosi” ma venivano anche forzati ad usare la mano destra.

Secondo la tradizione ebraica e cristiana era causata dall’influenza del maligno sull’individuo e la mano sinistra era quindi considerata la “mano del diavolo”.

Anche nella cultura musulmana, l’uso della mano sinistra aveva una accezione negativa: per i musulmani era infatti vietato lavarsi o mangiare utilizzando la mano “impura”, cioè la sinistra.

Nel teatro greco, i personaggi cattivi e i messaggeri di sventure entravano in scena dalla parte sinistra del palco; i romani inventarono il saluto con la destra, come dimostrazione di fiducia nell’offrire la mano non armata. Inoltre nella Roma antica entrare in una casa con il piede sinistro era considerata una grave offesa; proprio per questo motivo i servitori venivano piazzati a guardia della porta di ingresso per assicurarsi che l’ospite, entrando, mettesse avanti per primo il piede destro.

In lingua spagnola l’espressione “no ser zurdo” vuol dire essere intelligente ma la traduzione letterale significa “non essere mancino”. Ma in molte altre lingue i termini che indicano le persone mancine hanno una connotazione di valore negativo: così il francese “gauche” significa goffo; l’inglese “left-handed”, impacciato; il greco “skaios”, nefasto; il tedesco “Links”, maldestro.

In un trattato di psichiatria del 1921 il mancinismo era addirittura indicato come una delle patologie rivelatrici di demenza.

Negli anni 60-70 invece il mondo dei ricercatori riteneva che il preferire l’utilizzo della mano sinistra fosse in qualche modo correlato alla dislessia, alla difficoltà cioè di imparare a leggere.

Oggi l’atteggiamento della società civile e della comunità scientifica nei confronti del mancinismo è radicalmente mutato, tanto che oggi è considerato addirittura un segno di genialità.

Ma perché?

Si calcola che i mancini costituiscano circa il 10% della popolazione mondiale. E tra questi molti personaggi illustri quali personaggi della storia, artisti, inventori, attori, campioni sportivi.

Qualche esempio?

Attori: Kim Basinger, Tom Cruise, Robert De Niro, Matt Dillon, Peter Fonda, Greta Garbo, Whoopie Goldberg, Cary Grant, Nicole Kidman, Demi Moore, Luke Perry, Keanu Reeves, Julia Roberts, Mickey Rourke, Christian Slater, Sylvester Stallone, Bruce Willis

Filosofi: Aristotele, Nietzsche, Kant

Musicisti: Beethoven, Bach, Mozart, Rachmaninoff, Bob Dylan, Celine Dion, George Michael, Glenn Frey (the Eagles), Jimi Hendrix, Kurt Cobain (Nirvana), Paul McCartney (the Beatles), Paul Simon (Simon & Garfunkel), Phil Collins (Genesis)

Artisti: Michelangelo, Raffaello, Ricasso, Leonardo Da Vinci (ma dipingeva con la destra)

Scrittori: Alberto Moravia, Kafka, Andersen, Mark Twain

Atleti/sportivi: Pelè, Maradona, Platini, Gullit, Ayrton Senna, Valentino Rossi

Altri personaggi noti: Albert Einstein (probabilmente un mancino corretto), Alessandro Magno, Benjamin Franklin, Bill Clinton, Bill Gates, Caio Giulio Cesare, Carlomagno, Fidel Castro, Gandhi, Henry Ford, John F. Kennedy, Jr., Napoleone Bonaparte, Neil Armstrong, Principe Carlo d’Inghilterra, Principe William d’Inghilterra, Regina Elisabetta, Ron Reagan, figlio di Ronald Reagan (anch’egli mancino), Winston Churchill, Giovanna D’Arco (forse questo atto contribuì alla sua condanna al rogo?)

Era prevedibile che con questi “testimonial” eccellenti, l’interesse del mondo scientifico per i mancini non potesse che aumentare: e finalmente dopo secoli di ingiustizie e discriminazioni i mancini si sono sentiti un po’ “speciali”.

Ma cosa davvero differenza i soggetti mancini dai destrimani?

Si sa da molto tempo che ciascun emisfero del cervello controlla il lato opposto del corpo ma è solo nella seconda metà del secolo scorso che il neurofisiologo Roger Sperry ha dimostrato che ciascun emisfero presiede a specifiche funzioni (specializzazione funzionale).

mancinoAll’emisfero sinistro competono essenzialmente le funzioni logico-linguistiche e il pensiero analitico; nell’emisfero destro sono localizzate le funzioni visuo-percettivo-spaziali immaginative, musicali e il pensiero intuitivo sintetico che investono quindi il senso dell’orientamento nello spazio, quello delle creazioni artistiche e la conseguente capacità di cogliere la realtà nel suo insieme anziché scomporla nei suoi diversi elementi.

Semplificando al massimo, nella grande maggioranza delle persone l’emisfero sinistro è il dominante: ciò determina una preferenza manuale destra ed il prevalere del pensiero logico-analitico.

Nei mancini, invece, la dominanza appartiene all’emisfero destro, quindi si stabilisce una preferenza manuale sinistra ed una prevalenza del pensiero intuitivo e della creatività.

È pur vero però che il mancinismo non è una caratteristica del tipo tutto o nulla ma esistono varie gradazioni: vi sono individui mancini al 100 % che usano di preferenza sia la mano che il piede che l’occhio sinistro e persone che usano magari il piede sinistro per calciare ma la mano destra per scrivere e l’occhio destro per guardare in un cannocchiale. Si potrà quindi parlare di emisfero dominante a seconda del compito che l’individuo dovrà eseguire e delle funzioni.

Ma quali le cause?

Tra le varie ipotesi, quella formulata da Previc e conosciuta come “vestibolo-monoaminergica”; secondo questa teoria, la posizione assunta dal feto negli ultimi tre mesi di gestazione sarebbe determinante nell’insorgere o meno del mancinismo. Un feto normalmente posizionato rivolge l’orecchio destro verso l’esterno della pancia della madre; in questa posizione l’orecchio destro, e di conseguenza l’emisfero sinistro, verrebbero maggiormente stimolati dai suoni ambientali circostanti rispetto all’orecchio sinistro (emisfero destro), provocando quindi la dominanza dell’intero lato destro, manualità compresa. Nel caso di un feto posizionato in posizione opposta, ad essere stimolati sarebbero l’orecchio sinistro e quindi l’emisfero destro (dominanza opposta, dell’emisfero destro).

mancinismoUn’altra ipotesi molto accreditata è sicuramente quella di Geschwind e Galaburda, che indica negli anomali livelli di testosterone propri dei mancini la causa dell’inversione della dominanza emisferica. Ai mancini questa ipotesi piace tanto perché spiega la nostra peculiarità di pensare per immagini anziché per concetti: l’apprendimento del contenuto di un testo non verrebbe quindi realizzato attraverso la memorizzazione dei vari concetti, ma con la realizzazione di “fotografie” psichiche delle varie pagine; il disegno e le attività artistiche in genere implicano esclusivamente un lavoro di trasposizione di un’immagine dalla mente al supporto materiale.

Benché la spiegazione neurofisiologica di queste dominanze “miste” o “incrociate” non sia ancora ben chiarita, si ritiene che il tutto dipenda dal modo in cui le funzioni emisferiche sono distribuite nel cervello di questi soggetti: non si può infatti pensare che il cervello di un mancino sia la copia speculare di quello di un destrimane, semplicemente con funzioni invertite. In alcuni, ad esempio, il linguaggio è governato da entrambi gli emisferi e non solo dal sinistro; in altri sia il linguaggio che le funzioni visuo-spaziali sono collocati nello stesso emisfero.

Un risultato concordante di molte ricerche è il fatto che nei mancini è molto più sviluppato il corpo calloso, una struttura centrale del cervello, composta da circa 250 milioni di fibre nervose che collegano i due emisferi.

Poiché è proprio grazie al corpo calloso che i due emisferi possono scambiarsi le informazioni e poiché nei mancini e negli ambidestri esso contiene circa 30 milioni in più di fibre rispetto ai destrimani, si suppone che tale trasmissione corticale avvenga nei mancini molto più rapidamente.

Questo spiegherebbe, tra l‘altro, la superiorità dei mancini in alcun sport quali il tennis e la scherma che richiedono la rapidissima integrazione dei dati percettivo-spaziali e delle decisioni motorie, nonché la convergenza sul movimento di un solo arto.

Di recente, alcuni ricercatori dell’Universitá di Oxford (Gb), hanno scoperto e identificato il gene che, forse, sarebbe responsabile del mancinismo. Si chiama Lrrtm1 e potrebbe (il condizionale è d’obblligo) avere anche un ruolo nell’insorgenza della schizofrenia. Altri studi sembrano però dimostrare che la prevalenza di una caratteristica o dell’altra (la cosiddetta laterizzazione) dipende più probabilmente dalle pressioni dovute alla selezione sociale che dai semplici mutamenti evolutivi o genetici.

Studi precedenti avevano invece sancito alcune differenze curiose fra destri e mancini: una ricerca australiana ha dimostrato tempo fa che gli i mancini sono per esempio più abili nei videogiochi.

Uno studio francese ha rilevato che sono più esposti al pericolo di incidenti e che restano più frequentemente vittime di infortuni. Il motivo? I destrimani hanno costruito un mondo su misura per loro, disegnando attrezzi per rendere più facile la loro vita complicando invece quella dei mancini.

Scrivere con la mano sinistra può essere problematico in occidente, visto che si rischia di macchiare il foglio passando la mano sull’inchiostro appena steso. Anche le penne stilografiche con l’inclinazione del pennino, possono creare non pochi grattacapi ai mancini. Oggigiorno, per fortuna, è possibile trovare nei negozi specializzati utensili disegnati per i mancini.

Pulsanti e leve ed altri generi di attrezzi che sono facili da usare per un destrimane possono essere causa di movimenti scomodi o pericolosi per un mancino. Dalle forbici, agli apriscatole, ai coltelli con la ma asimmetrica; ma anche la posizione delle leve di sicurezza, manopole e pulsanti, la filettatura di una vite, la seghettatura di una lama, l’impugnatura modellata di un oggetto, la stampa sul dorso o sull’etichetta di un libro, hanno tutti una predisposizione per i destri. I produttori dicevano che non è conveniente produrre ad hoc per una percentuale così piccola della popolazione. E’ spesso costoso cambiare i prodotti e procedere alla progettazione di versioni mancine degli articoli di uso comune. Certo è che…. in situazioni di emergenza, capire subito come funziona un allarme o come si apre una porta è fondamentale!!!

Solo negli anni più recenti hanno riconosciuto la necessità di rendere i loro articoli più ambidestri, così sia i destri che i mancini possono usarli con facilità.

Qualche esempio?

Dal pelaverdure con doppia lama e pulsanti e leve situati al centro al mouse ai mouse con tasti laterali speculari (utilizzabili con entrambi le mani) progettati dalla Microsoft (da ricordare che il suo fondatore, Bill Gates, è mancino).

Molti mancini dicono di avere nessun problema a vivere in un mondo “per destri” e, dopo aver sperimentato prodotti per mancini diventano più consapevoli di come usano gli attrezzi e di come sono abili nell’adattarsi…. Se questo è un handicap….. ben venga l’handicap… ;-)

Articolo della dott.ssa Daniela Rigli, psicologa

Disturbi Dissociativi

La caratteristica essenziale dei Disturbi Dissociativi è la sconnessione delle funzioni, solitamente integrate, della coscienza, della memoria, della identità o della percezione. Le alterazioni possono essere improvvise o graduali, transitorie o croniche. Nella sezione sono compresi i disturbi seguenti:

Amnesia Dissociativa, che è caratterizzata dalla incapacità di rievocare importanti notizie personali, che è usualmente di natura traumatica e stressogena, e che risulta troppo estesa per essere spiegata con una normale tendenza a dimenticare;

Fuga Dissociativa, che è caratterizzata dall’allontanamento improvviso e inaspettato da casa o dall’abituale posto di lavoro, accompagnato dalla incapacità di ricordare il proprio passato e da confusione circa la propria identità personale, oppure dalla assunzione di una nuova identità;

Disturbo Dissociativo dell’Identità (precedentemente Disturbo da Personalità Multipla), che è caratterizzato dalla presenza di due o più distinte identità o stati di personalità che in modo ricorrente assumono il controllo del comportamento del soggetto, accompagnato da una incapacità di ricordare importanti notizie personali che è troppo estesa per essere spiegata con una normale tendenza a dimenticare. È un disturbo caratterizzato da frammentazione dell’identità piuttosto che dalla proliferazione di personalità separate;

Disturbo di Depersonalizzazione, che è caratterizzato dal sentimento persistente o ricorrente di essere staccato dal proprio corpo o dai propri processi mentali, mentre rimane intatto il test di realtà;

Disturbo Dissociativo Non Altrimenti Specificato, che è stato incluso per registrare i disturbi in cui la manifestazione principale è un sintomo dissociativo, ma che non soddisfano i criteri per nessun Disturbo Dissociativo Specifico.

Fonte DSM IV