Prime: brillante commedia degli equivoci… divertente ma amara

Prime è una commedia romantica e spiritosa ma anche molto acuta e realista, ambientata nello sfondo molto colorato e movimentato della moderna Manhattan di oggi, incentrato sulle difficoltà di rapporto tra un ragazzo e una ragazza molto diversi tra di loro. 

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Trama: Rafi (Uma Thurman) è una donna di trentasette anni appena uscita da un divorzio, sola, depressa e in cura da una psichiatra/psicoanalista, Lisa Metzger (Meryl Streep). Incontra casualmente David (Bryan Greenberg), un giovane pittore di ventitré anni ed è amore a prima vista.

Lisa che nel frattempo sta lavorando per aiutare Rafi a superare le paure del suo intimo, la invita quindi a riaprirsi alla vita e a vivere la storia col giovane uomo, nonostante la differenza di età.  

Proprio durante la terapia, Lisa capisce, dai racconti di Rafi, che il nuovo amante di Rafi è, sfortunatamente per lei, il suo unico figlio, David. 

Motivazioni e aspettative personali relative al figlio entrano in gioco nella vita della terapeuta, mescolando e intrecciando il ruolo di madre e di terapeuta.  

Diventa quindi difficile per lei mantenere il distacco professionale, soprattutto quando Rafi inizia a confidarle dettagli intimi del suo rapporto con Dave.

Per la terapeuta, che non crede in un futuro della relazione, oltre alla difficoltà nell’ascoltare i racconti personali della propria paziente, il dilemma: dire tutto a Rafi e interrompere la terapia o far finta di niente in modo da poterle star vicino nel momento in cui tra i due ci sarà una rottura?

Lisa capisce che non può essere neutrale in tale situazione e decide d’interrompere la terapia, rivelando a Rafi la verità.I due innamorati non sembrano avere più ostacoli alla loro storia d’amore… all’inizio sembra funzionare tutto alla perfezione ma le differenze tra loro, malgrado la sincerità del loro amore, piano piano vengono alla luce. 

Innanzitutto le diverse esigenze dovute alla differenza di età (Rafi vuole avere un figlio, David è attratto dalla playstation ed è ancora legato ai suoi amici), ma anche le diverse culture di appartenenza (David è ebreo, Rafi no), rendono il percorso sentimentale della coppia difficile e accidentato.

A complicare il tutto ci si mettono gli amici di Rafi che sono contrari a questa relazione.

Le diverse età dei due ragazzi, le diverse esperienze di vita e le loro diverse esigenze sono i presupposti per un prevedibile allontanamento.

Quando Dave, dopo una sbandata, dice infatti a Rafi di volerla accontentare nel suo desiderio di avere un figlio, lei capisce che se lo ama veramente, deve lasciarlo andare.

I loro sguardi si incontreranno per caso tempo dopo attraverso la vetrina di un ristorante. Entrambi non dimenticheranno mai quello che è stato, ma le loro vite corrono su binari diversi…

La trama sembra reggersi tutta su questo esile intreccio, dando luogo a una serie infinita di gag, equivoci, sospetti e menzogne che apparentemente sembrano fare di Prime una commedia romantica come tante. Ma i temi affronttrati da Ben Younger sono molti e molto profondi: dal rispetto per una cultura diversa, alla critica del rapporto terapeutico, al difficile ruolo di madre che si trova a dover ascoltare le rivelazioni dell’amante di suo figlio senza poter intervenire.

Commovente la scena in cui Rafi viene invitata a pranzo a casa della mama del ragazzo/sua ex-terapeuta e prima di entrare in casa, guarda con dolce nostalgia la porta di ingresso della sua ex-analista, allo stesso piano della porta di casa.

Altrettanto commovente l’abbraccio tra Rafi e la madre di David, sua ex analista, nella medesima situazione.

 

Il risultato finale è una commedia divertente dal sapore dolce-amaro: gli argomenti trattati sono seri, il modo in cui vengon affrontati  è leggero, piacevole e divertente ma mai banale… con tanti spunti di riflessione a approfondimento.

 

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